Santa Voce 3 Luglio 1973
- marina Platania

- 12 gen
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Signore, che cosa è la grazia?
Noi la intendiamo come miracolo.
E così che intender la dobbiamo?
La grazia è qualcosa di grande e bisogna che l'uomo sappia la verità.
State attenti, figliuoli, Io parlo a voi.
La grazia è qualcosa che si dona spiritualmente per virtude di Chi ha queste possibilità, e si dona all'uomo, a tutti gli uomini.
Sono possibilità sufficienti per cui l'uomo potrà in queste elevarsi e credere in se stesso, credere in quello che ha ricevuto e sentito dentro di sé.
Ed allora, in sua volontà, si piega ed accetta non quel calice del dolore per via del fratello che poco o punto crede, ma il Calice che si offre per egli fortificarsi l'anima.
Ed in sua volontà si eleva ed ecco che la grazia si posa su di lui.
L'uomo si deve sentire completo del tutto.
La grazia del Signore, ho detto avanti, è efficace per la volontà della creatura; ed ecco è edificante la grazia, la verità, l'amore.
Figliuola, tu ti sei sentita lavata, hai detto avanti.
Ed ecco cosa è uscito dal tuo cuore:
La pace è scesa in me!
Perché tu hai perdonato chi male a te fatto aveva, non solo, ma a tutta la comunità. E tu consolata hai quella creatura appellandola sorella, le hai parlato di quel sogno profetico e veramente fu tale perché tutto si è avverato.
Quindi la grazia è la verità di Dio
Tu hai fatto sì che quella creatura apprendesse la verità, beneficandola, aiutandola e la pace è scesa in te: ecco la grazia del Signore.
La grazia: la possibilità di sapere, la possibilità di elevarsi in una spiritualità sì grande che l'uomo piccolo si sente, l'immensità sta davanti a lui, crede e ama: due virtudi somme che unite vanno.
Ed ecco che a sua volta l'uomo si sente lavato del peccato che allignava in lui: il non credere in un grande dono che lo ha vestito, che gli ha dato il vestito più bello per egli essere nel Cuore di Dio.
Ed allora fiorisce la grazia perché anch'egli è nella spiritualità di far capire ad altri che il Signore lo ha vestito delle grazie sue ed ha operato attraverso la volontà dell'uomo affinché egli sapesse la verità in sé.
Signore, apritemi la mente.
Che cosa intendevate dicendo:
"Chi mangia la mia Carne, chi beve il mio Sangue, rinasce in Me ed Io in lui?”.
Figliuola mia, apri la mente, Io parlo a te e tu parla a tutte le creature che ricche di verità desiano essere.
Io comunico con te e tu in questo ti senti elevata perché parli con la Verità.
Tu ben sai che ti cibi tutti i giorni della grazia del Signore, infatti piena ti senti perché ridai tutto di te a chi fame e sete ha.
Quindi tu ti senti nutrita da qualcosa cui nome non sai dare.
"Ecco, questo è il mio Corpo!"
Cosa intendevo dire?
Nutri la tua anima della verità del Signore.
State bene attenti.
Nutrirsi: ciò dice sentirsi pieni, sazi di qualcosa di grande che non dà peso, non nuoce, non dà assuefazione, ma dà qualcosa che voi, uomini, poco sentite perché siete presi dalla vita che pace del tutto non dà.
È la comunione con la Sapienza creativa che Carne Si fece per cibare l'uomo per egli essere degno del suo Signore.
"Io sono il Pane della vita!"
Infatti l'uomo nutrendosi anche di solo pane, ha la vita terrena.
E tu, creatura, nutrendoti del Pane che il Signore dà, nutri la tua anima e ricca d'amore al Padre andrai.
Quindi è un nutrimento spirituale che è più di quello per il corpo: la comunione col Signore, con la Verità, dico.
E chi è nudo di questo, non vivrà in eterno, il perché è ovvio: se tu, uomo, nudo di Dio sei, Dio non cerchi e non Lo cercherai perché nudo ti senti delle grazie sue, quando basta solo quel nutrimento interiore per tu apprendere la verità in te.
Molti allora non capirono questo linguaggio.
Ma, figliuoli, state attenti Io parlo a voi.
È un linguaggio del tutto spirituale e voi fatevi uno con Chi il tutto vi ha dato: l'amore, la grazia, la fioritura delle grazie per mezzo della volontà umana che una si fa con l'Essere che tanto seppe fare e dare.
Guardo un passerino: nutre il suo piccolo, questo gli basta per vivere.
Ma all'uomo non basta il nutrimento del corpo, ha bisogno di qualcosa ancora di più, di qualcosa che reale non sia, qualcosa che gli riempia l'anima perché l'uomo ha un'anima, questo è ovvio, quindi deve nutrirla.
E che cosa è mai quella tale cosa che nutre l'anima?
L'amore che strada fa!
Si apre la mente all'uomo ed egli respira la creazione viva e si fa pianta che dona, dona quello che sentito ha.
Quell'uomo si è nutrito della Carne del Signore.
Ello infatti S'immolò per salvare tutta l'umanità credente in Lui.
Ma non è la carne che voi ben conoscete, ma è l'Essenza che Carne Si fece, tutto qui.
Ed ecco che l'uomo la rende reale dando il Pane benedetto dal Signore.
Col nettare che la vite dà, s'inumidisce il labbro.
Ed ecco che l'uomo dovrebbe sentirsi pieno dello Spirito Santo perché ha partecipato a quella Mensa che ricca veramente fa l'anima.
Ho detto tutto, figliuoli, e pensando in voi certo che capirete cosa intendeva dire il Signore con:
"Mangiate la mia Carne" cioè quel tutto che sta nel Signore, la spiritualità che, fatta Carne, nutre più della carne.
O Signore, disse Pietro Tu mi cibi ogni qualvolta apri la bocca perché io mi sento pieno di Te!
Figliuoli miei, Mi sento commosso come una volta nel sentire la verità di quell'uomo che, ricco d'amore, favellava e un profeta si faceva.
Allora cibatevi della grazia del Signore, unitevi a Lui per essere colti e cogliere altri per far parte alla Santissima Triade di cui avanti ho parlato, per essere, ancora essere.
La grazia del Signore!
Non vi sembra che questo dono che si dà a voi, sia la grazia del Signore?
Voi vi sentite paghi nel sentire la mia Voce, la mia volontà in voi. Ed ecco che la pace è scesa in voi: è il mio benedire che vi coglie, che si dona per darvi tanto amore, tutto il mio Cuore di Padre e di Signore, di Padre perché Mi sento tale, di Signore perché Sto nelle grazie del Padre mio.
E così benedicendo vo, ma qui resto, nelle anime di coloro che sanno valutare questo dono che si chiama Padre e Fìgliuolo ancora.
Figliuoli miei, benedite il Signore, amateLo amandovi tra di voi, solo così l'uomo crederà in voi ed in Me.
Andate in pace.


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