S. Voce 06 Dicembre 1973
- marina Platania

- 12 gen
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Ricordo...
Ebbene, figliuoli, ricordate anche voi la vostra vita vissuta e state a Me che quel passo non tanto facile va perché c'è quel peso che pace non dona così, come si desia.
È salutare quella rimembranza, perché è la verità che parla dentro di voi, è l'anima che si accusa, e l'anima che il sole vuole, è l'anima che viva vorrebbe essere, e l'anima che cantare a Dio vuole.
Ed allora la vostra vita sarà una resurrezione per andare al Bene che si sente in ogni donazione, perché voi, anime, tutto il cuore avete dato solo per amore.
Ma chi molto ha preso e vuote sente le sue mani, povero di Dio sarà. Allora prendete un quaderno voluminoso e scrivere dovete non il bene che sentite, ma il male che fatto avete, che dato avete.
Se il cuor vi canta, cantate, figliuoli, uniti a Me, perché il cuor non duole.
Ed ecco l'anima che festa fa.
Allora, ecco, Io apro il Cuore e vedo davanti a Me un uomo, ecco altri uomini avanti farsi.
C’è chi ride di ascosto, c’è chi è giulivo, c'è chi tace, forse il cuor gli parla di qualcosa che male a lui fa.
- Maestro, così Vi appellano i vostri amici, quindi non è una parola tanto per dire, non è per offenderVi, dico, sapete dirmi di chi è questa immagine che sta qui, su questa moneta?
Guardai quegli uomini e sentii il Cuore in pena per loro.
Li guardai ancora ed ebbi pena per chi Mi stava di fronte e attendeva una mia parola per denunciarMi ai capi come sovversivo di quel regime.
- Date a Cesare quel che è suo.
Si guardarono in faccia e, dopo un breve saluto, non li vidi più. Figliuoli miei, quella lezione che detti ai miei nemici, tenetela nel vostro cuore. E quando quella moneta sta in quella mano per confondervi e darvi pena, allontanate quella mano che porta quella moneta per voi forse perdervi, e ripetete quelle parole che i secoli cancellare non potranno, come ancora si leggono nel mio Cuore.
Se Io avessi parlato male di quell'imperatore che stava effigiato in quella moneta, sarebbero stati guai seri, nel senso che leggere nei loro cuori Io non avrei saputo. Mi avete capito?
Così è per tutti voi, figliuoli: se la mente aperta non avete, perduti sarete.
Il Padre ha dato a tutti la mente aperta alla verità vostra e voi avete il dovere di ricacciare il tentatore per non perdere la vostra anima per sempre.
- Ma chi è il tentatore? - desia sapere chi vi dà questo Scritto. Siete voi, è la vostra ingordigia, la vostra
perversione, la vostra cupidigia, il duro che avete in voi, siete voi che alzate la mano per prendere e colpire.
Spesso voi, creature, vi lagnate e dite che tentate siete state.
Sì, figliuoli, è giusto il dire; infatti vi sono anime che, perduto il Regno di Dio, si valgono dei cuori deboli
per esse forza avere, per nuocere a chi bene portare vuole.
Ma ecco quello che ho detto avanti: se voi forti siete, vi supererete e contenti andrete perché vinto avete, ha trionfato l'amore nella vostra anima.
Ecco che sento un appello:
- Signore, Signore, sanate il mio corpo!
Sorrido... è ancora quell'uomo che doleva e la salute del suo corpo voleva. Avutala, non capì il grande dono dato non per la vita terrena, ma per quella che venir doveva.
Sì ubriacò quella sera stessa; e quando perduto si vide, perché male aveva fatto a se stesso, Mi appellò
ancora: - Signore, ho compreso quel sorriso vostro. Non è la carne che dà la pace, ma solo l'amore che vive in noi. Infatti subito sentii qualcosa di nuovo, capito avevo che un nuovo fuoco stava dentro di me e Vi guardai con altri occhi e mi ubriacai del nettare che fuoco porta, ma non è tale.
Gli sorrisi ancora perché elevato si era in quella donazione e stava vivo e ricordava a Me quel fatto che valse a lui una eternità.


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