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S. Voce 07 Dicembre 1973

  • Immagine del redattore: marina Platania
    marina Platania
  • 12 gen
  • Tempo di lettura: 4 min

La mia scuola era facile, non Mi dilungavo in prediche che spesso nel cuore non restano, solo davo il mio esempio.

- GuardateMi, fratelli, ed in Me specchiar vi dovete per voi essere fratelli miei, figliuoli del Padre mio.

Uniti nutriamoci tutti in eguale peso e qualità; un solo vestito portar dobbiamo e che questo possa portare nei secoli l'umiltà, l'amore e tutto il cuore di chi questo indossa.

Date sempre la mano a chi sta per cadere affinché non cada per incuria vostra.

Guardate in faccia il vostro nemico ed in voi pregate per quell'anima. Baciate la terra ove accolti vi hanno: non accolgono voi mai il Figliuolo del Padre.

Quando lungi da quel luogo andar dovrete, non portate in voi che un solo paio di calzari, un bastone ed un mantello, il Padre penserà per voi.

Non portate né peso né borsa, questi mai portar dovete e nessun capello vi sarà tolto. Il Padre vive in voi.

Andate per il mondo non per il mondo, ma per inculcare la mia Parola e che questa una sia.

Amatevi tra di voi, in voi il Padre opera.

Fate sempre trionfare l'amore, la pace, la concordia e l'assenza di ogni privilegio.

Siate sempre parchi, fate vedere all'uomo che fratelli miei siete.

E così in tutti i momenti liberi, Io parlavo, parlavo e mai stanco Mi sentivo.

Ma la terra sotto i miei piedi scottava perché sentivo l'uomo che uccidere questo Cuore voleva perché quel parlare nuovo per lui era, mentre egli soffriva da non dire, chiuso restava e spesso di fame moriva.

Erano schiavi dei ricchi e spesso schiavi degli schiavi.

Il povero veniva disprezzato e non amato.

La religione era solo una formalità per chi andava al tempio per farsi notare che una fede aveva.

Ma chi leggeva in lui, ben sapeva e diceva in sé:

Che il Signore lo perdoni!

Andate al tempio col cuore incline alla preghiera, pregate per voi e per chi pace non ha.

Promettete amore a chi questo non conosce ed anche il lavoro, perché con esso voi, uomini, conoscete la pace e l'amore.

I miei fratelli ascoltavano, ma spesso obliavano il mio dire.

Erano uomini che poco o punto leggere sapevano; nessuno aveva educato il loro cuore dolente spesso per via della diseguaglianza e dell'egoismo sociale che l'uomo avviliva.

Un giorno fui presente ad una lite.

- Ladro, - gridava una donna rivolgendosi ad un uomo che, ricco di beni, il pane lesinava - il pane che mi rubi, a te peso porterà!

- Taci, - Io le dissi - taci donna! Il tuo pane è già nel tuo cuore. Due pani a te non bastano?

- Due Pani?

- Non li vedi?

- Maestro non Vi avevo riconosciuto, Voi siete… ah, sì, la vostra Mano, ricordo, la vostra Mano sempre prodiga! Ma perché non riempite la casa dei poveri di ogni ben di Dio?

- E poi?

- Poi noi Vi seguiremo perché nessun lagno starà in noi.

- Allora per il pane che vi si darà, Mi seguirete e non per l'anima vostra?!

Va', donna, il pane che voi uomini avete, appena vi sazia. Ma l'altro Pane che Io ti ho dato, dallo a chi questo non ha e vedrai e sentirai la Mano del Maestro che ancora moltiplicherà il pane.

Il giorno dopo ripassai da quella via e incontrai di nuovo quella donna.

- Maestro!

- Cosa vuoi, figliuola?

- Datemi un altro pane!

- Che cosa ne hai fatto del pane dato?

- Era molto gustoso, ecco perché Vi chiedo ancora di quel pane!

- Va', donna, ubbidito non hai perché nel tuo cuore la carità non vive.

Sii sobria, ma nello stesso tempo generosa con chi ha meno di te.

Va’ donna impara sempre ad ubbidire ed insegna che il Padre sta vivo e anche il pane sa dare a chi di questo una scuola ne fa.

E voi che ascoltate avete compreso il mio dire?

Ebbene, fatelo vostro, che il pane sia l'amore vostro, tutto qui.

Ed ecco che qualcosa affaccia in Me: un mare in tempesta.

Ero stanco e Mi assopii.

Ma, ecco, fui appellato con accoramento perché il mare pace non dava.

Voi ben sapete di questo, i miei fratelli parlato ne hanno; ma non sapete qualcosa che stava scritto in Me.

In quella confusione che diceva morte, perché il mare cuore non ha né orecchi, vidi e sentii la debolezza dell'uomo, non solo, ma fede del tutto non si aveva!

Come, il Signore riposava e la paura in loro era?

A due passi questo Cuore stava! E perché quell’affanno?

Perché dentro di loro la fede non luciva!

Ma cosa è la fede?

L'amore che si fa pace, che si fa perdono e l'uomo appella il simile ‘fratello’ e l'amore canterà.

La fede e forza dell'anima: anche che quel nemico affligge, cantar l'uomo deve perché ben sa che il Signore nessuno abbandona, neppure quel nemico. Ma se egli fede non ha, certo che si perderà.

Allora, figliuoli miei, siate ricchi di fede e quella barca che sembra prendere acqua, non affonderà, non potrà, perché in voi vive il vostro Maestro.

Se travagli dà a voi il peso della vita, non vi confondete mai, il Signore provvederà.

Ecco, ricordo.

In casa di chi a voi dà il cuore, quel giorno la pasta era pochina.

Ma, ecco, da quella pentola cadde quasi tutta!

Non c'era altro alimento, la guerra incalzava, il pane avaro era.

Ed allora si disperò la vostra consorella?

Si tacque e cercò in qualche modo di riparare, ma con serenità, mentre il padre suo che poca fede aveva, taceva, ma in sé doleva perché ha fame aveva.

Ecco, i piatti sono colmi! E… uno in più ne riempì! Erano in tre e quattro furono i piatti colmi della grazia del Signore!

Il padre suo non fiatò, certo che si era reso conto della grazia del Signore perché veduto aveva per terra quel tesoro che sostituire non si poteva per quel giorno.

Quindi mai disperarvi, siate forti, il Padre è con voi.

Non dico “Sarà con voi” perché Ello è sempre presente.

Ma che la vostra mano sia ricca di carità.

Ed ecco che benedico ancora, figliuola, e dico a domani, a domani per riempirti il cuore di Me.



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